Valcasoni
Fino a qualche tempo fa, la località Valcasoni era chiamata “Sette Casoni”, abitata sin dall’alto Medioevo.
In questa zona, le terre sono di colore bruno e si trovano anche diverse conchiglie marine, segno netto che l’acqua che le ricopriva era completamente salata, come quella del mare.
Viene indicata nel 1641 sulla mappa di Sebastian Bonoti, tra le paludi del Preta e di Ribaga.
Valcasoni prende il nome dalla presenza dei casoni; le canne palustri difatti erano l’unico materiale disponibile per la costruzione delle case per gli abitanti, rimasti in quei desolati luoghi nonostante i ripetuti sovvertimenti creati dalle alluvioni della Piave.
Nell’anno 1856, venne costituito a Venezia il “Consorzio Ongaro Inferiore”, con lo scopo di prosciugare tutte le paludi, comprese quelle di Boccafossa, Sette Casoni, Cittanova, Stretti, Livenzuola, e Tre Cavi.
La località Sette Casoni venne bonificata per prima a cominciare dal primi anni del 1900, poi definitivamente a partire dal 1920; tra il 1935 ed il 1935, Arturo Spisani di Ferrara, l’allora proprietario di tutti i terreni, fece costruire una chiesa oratorio e decise di dedicarla al Buon Pastore:
Cosi, il 15 agosto del 1958, la città di Valcasoni divenne parrocchia.



